La logica continuazione del gruppo Friends

11 marzo 2007

Si aspetta...



Siamo a Marzo inoltrato e dell’inverno non se ne hanno tracce, mi rode e mi infastidisce avere un bellissimo set di maglioni e non essere riuscito ancora ad utilizzarlo. Ad ogni buon conto io ci credo ancora ed aspetto qualche bella giornata fredda, piovosa, nevischio e neve prima dell’inevitabile torrido tormento estivo.

A valle della manifestazione sui DICO (un giorno spero anche di conoscere il nome del genio pubblicitario che ha pensato questo nome), continuo a sperare che il mio paese si doti di una rappresentanza politica capace di aiutare il Paese a progredire, nel frattempo aspetto e mi godo le paradossali prese in giro dei vari mastellik, rutellik, bossik.


Sono quasi 6 anni, diconsi sei che con la mia nota regolarità gioco due schedine da 1 euro al superenalotto ogni settimana e non ho ancora vinto neanche una sciocchezza. Capisco la statistica, mi ricordo delle leggi dei grandi numeri e sono conscio delle probabilità, ciò nonostante ci credo e continuo ad attendere che il momento buono, quello della dea fortuna, arrivi e mi ripaghi per lo meno della costanza.


La mia cara mogliettina ha avuto un’estensione del suo contratto fino a Settembre 2008, da ciò ne consegue che dobbiamo posticipare all’anno prossimo, le decisioni su dove vivremo e cosa faremo da grandi.


Il mitico progetto a cui lavoro, si e’ beccato, tra il lusco e il brusco, per motivi legati al cemento, un altro anno di ritardo. Ho sempre più l’impressione che gli sforzi fatti siano assolutamente ininfluenti sul risultato finale, quindi mi sto decidendo ad attuare una tattica attendistica, che mi permetta un quieto vivere attendendo gli eventi.

Per questi motivi, ma non solo per questi e forse neanche principalmente per questi, mi sono convinto che la mia vita, e quella della mia compagna, sia in una fase prolungata di attesa, a volte dolce, comunque di attesa.

16 ottobre 2006

Alitalia - Alisbaglia

Ma come si fa con un paese come il nostro, con tutte le sue attivita’ industriali, con tutte le attrazioni turistiche, con il clima cosi’ mite, con 57 milioni di potenziali utenti residenti e con 30 milioni di turisti annuali a non riuscire a tenere in piedi una benche’ modesta compagnia di bandiera ?

Come minchia e’ possibile tutto cio’ ? Non puo’ risulatere che l’unica e quindi migliore opzione e’ di regalare tutto agli spocchiosi francesi di Air Frocion, per favore ditemi che non e’ vero !!!

Capisco che ci possano essere sprechi, a partire dallo stipendio del Cimolotto (2.2 milioni a sentire qualcuno), o ipotetiche forniture gonfiate all’inverosimile, o come centinaia di imboscati in attivita’ inutili, ma neanche questo puo’ bastare a giustificare il fallimento di una societa’ basata su un monopolio quasi naturale.

Vi rendete conto che in un altro Paese europeo con appena 8 milioni di abitanti e pochi turisti disposti a visitarlo si permettono ancora una compagnia di bandiera che vola diretta in 48 citta’ in tutto il mondo e non perde 2 milioni di euro al giorno ?

Se io potessi decidere qualcosa per Alisbaglia, abbandonerei domani mattina l’alleanza con Air frocion pagando la penale stabilita, tanto abbiamo vinto il mondiale, poi impalerei Cimolotto e qualche altro centinaio di manager del gruppo risparmiando sugli stipendi ma sopratutto sui costi delle decisioni sbagliate, poi obbligherei di nascosto tutto il settore pubblico a volare in esclusiva con alisbaglia come fanno tutti gli altri Paesi, poi troverei un modo per dirottare malpensa sul trasporto merci, poi mi concentrerei a contrastare le low cost, e via discorrendo…

Ma sono io che sono completamente scemo oppure un gruppo dirigente di media-bassa capacita’ ad oggi qualcuna di queste cose le avrebbe realizzate ?

Ribadisco : come e’ possibile tutto cio’ ?

Spero che almeno ci siano molte centinaia di famiglie, di dipendenti, di fornitori, di indottisti, che fino ad oggi abbiano goduto di privilegi inenarrabili per arrivare a questo punto.

E che il Signore ce la mandi buona quando il nostro Prode si occupera’ di questo problema a Gennaio 2007.

13 ottobre 2006

Demografia e pericolose balle

E’ un bel po’ di tempo che rimugino su come riuscire ad esprimere un concetto relativamente semplice, senza essere accusato di tutto il male del mondo, quindi, alla fine, ve lo espongo partendo dalla conclusione: in Italia oggi vivono troppe persone rispetto al potenziale.

Se si guardasse con maggiore frequenza ai dati invece che allinearsi a considerazioni esternate da questo o da quello o da illo sui media, anche ai piu’ risulterebbe evidente che quasi da quando si e’incominciato a contare, la nostra popolazione si attesta su valori massimi non superiori ai quaranta milioni di individui, oggi siamo a cinquantasette !!

Non riesco proprio a capire cosa ci sarebbe di male a dichiarare che si starebbe molto meglio se ci fossero meno persone in giro, nelle citta’, come nelle periferie e pure nelle campagne ?

Gli argomenti piu’ frequenti sono nell’ordine che senza i figli degli immigrati non ci sarebbero abbastanza lavoratori per pagare le pensioni (se avete fatto male i conti, abbassatele), che non ci sarebbero piu’ infermieri (alzate gli stipendi offerti per adeguare l’offerta), che non si possono fermare i migranti (basta rimandarli indietro con le buone e a spese nostre)…

Io credo che siano tutte pericolose balle e al massimo rappresenteranno un palliativo di breve durata.

In una situazione come la nostra, io non accetto che si possa continuare a promuovere con tutta l’indifferenza del caso, la necessita’ di manodopera di basso livello da impiegare nell’industria pesante e nell’agricoltura.

Vorrei che qualcuno mi dicesse quanto mi costa in termini reali regolarizzare un immigrato dell’est piuttosto che del nord africa, e tutta la sua famiglia per produrre una macchina in piu’ che peraltro fatichiamo a vendere.

Per finire, vi rammento quanto era bello quando si andava in Egitto e si trovavano gli egiziani con le tuniche e tutto le cianfrusaglie dei mercatini, quando si andava in Svizzera e si incontravano gli svizzeri con la barretta di cioccolata in una mano e l’orologio a cucu’ nell’altra, oggi invece dove vai vai c’e’ sempre lo stesso fritto misto indecifrabile.

16 settembre 2006

L'incontro che non ti aspetti

Dopo due giorni passati a fare riunioni di dubbio interesse, almeno per un pubblico generalista, venerdi’ pomeriggio mi sono recato allo scintillante aeroporto schipol di Amsterdam per far ritorno a casa. Le procedure di registrazione e controllo bagagli, sono state molto piu’ veloci che al solito e quindi, considerato che anche il traffico per l’ aeroporto si era rivelato minore delle mie stime, come da prassi, mi sono ritrovato bello e pronto per l’imbarco una buona oretta e mezza prima dell’agognato bording. Ho deciso, come da prassi, di andarmene alla saletta vipsss a bivaccare e sorseggiare.

Mentre discutevo del piu’ e del meno con due miei colleghi di Parigi, voltandomi distrattamente verso destra ho notato un bell’uomo, alto (come puntualizzerebbe subito Eux), abbronzato e dal fisico asciutto, col capello brizzolato dal taglio interessante.

Estraniandomi per alcune frazioni di secondo dalla discussione in corso, mi colpisce sia l’abbigliamento smart casual del “tipo“, sia che inforcava occhiali scuri nonostante la ridotta luminosita’, tipica dell’olanda. Seguendolo ancora con lo sguardo, per alcune ulteriori frazioni di secondo, mi rendo conto che sta parlando in italiano al cellulare e contemporaneamente dalla destra sorseggia bordeax (magari ci fosse del buon Chianti in saletta !!).

A questo punto, e solo ora, il mio ormai lento processore celebrale realizza che il “tipo” in realta’ e’ Lock !!!

Incredibile, ma vero, per una strana combinazione di coincidenze aeree, puntualita' germanica, compagnie scadenti e donne prodighe al pezzo, l’unico laziale quasi simpatico che io conosca era in transito ad Amsterdam con destinazione Atene.

Dopo aver fatto, insieme, nuovamente rifornimento di alcolici, vino rosso per Lock e spumantino per il sottoscritto, e di stuzzichini, salamini piccanti e ritagli di formaggi al cumino, ci siamo intrattenuti in una simpatica conversazione fino alla chiamata per il mio volo, da cui ho tratto le seguenti considerazioni:

- Continua ad affilare la punta

- E’ rimasto laziale, nonostante lotito

- Il suo lavoro e’ interessante, ma lo comincia a stancare

- In Grecia sta benissimo, anche se come tutti gli emigranti e’ un po’ solo

- E’ tendenzialmente favorevole a fare una vacanziella tutti insieme in un posto caldo

A presto caro Locks,

09 settembre 2006

Forza Sushi


Ho trascorso l’ultimo fine settimana a Stoccolma insieme a mia moglie e gironzolando per vasastan ci siamo, casualmente, imbattuti in un sushi-bar all’apparenza sciatto, ma che a partire dalla presentazione dei piatti e continuando con il personale esclusivamente giapponese, si e’ rapidamente rivelato una piacevolissima sorpresa . Ad onor del vero, devo anche riconoscere, che controllando meglio la guida della citta’, il locale era effettivamente segnalato, ma cio’ non sempre rappresenta elemento ne’ distintivo ne’ positivo.

Vi dico subito, per entrare nel merito, che ho dovuto faticare ben piu’ del solito per scegliere cosa mangiare, vista la scelta vasta ed accattivante; alla fine mi sono orientato su una zuppa miso ed un “maguro-don”.
La zuppa che solitamente appare costituita esclusivamente da dado da brodo al pesce era densa e sugosa ed in piu’ ad ogni profonda cucchiaiata emergeva ora un gamberetto ora una cozza e cosi’ via senza soluzione di continuita’ fino alla fine (della zuppa). Dopo la zuppa, ero talmente soddisfatto che mi sono ritrovato distrattamente a pensare, tra me e me, a chi poter consigliare il posto.

Se la zuppa mi aveva ben predisposto per il proseguimento, l’arrivo del don mi ha semplicemente sconvolto.

Avevo scelto la versione a base di tonno e uovo crudo. Il piatto, ma soprattutto il tonno, era abbondante e freschissimo, tenero e rosso intenso, come dovrebbe essere ma raramente capita. La base di verdure e riso era ben proporzionata quantitativamente rispetto al tonno e saporita al punto giusto da essere interessante addirittura da sola, ma da non nascondere il gusto del tonno. Ad ogni nuovo assaggio, mi si rivelavano nuovi sapori e altre sfumature di gusto, fino alla fine (del Don).

Confesso di essere stato molto vicino ad ordinare un impossibile bis, vista la quantita’ gia’ ingurgitata, del DON, tanto era l’entusiasmo suscitato dalla prima porzione ed il desiderio di non terminare questa eccitante esperienza culinaria.

Per la cronaca vi informo che la lista delle bevande e’ scarna ma adeguata ad un vero sushi bar e non comprende alcolici (almeno mi pare).

La conclusione di questa succinta narrazione credo sia ovvia: se sarete di passaggio a Stockholm, per questo o per quest’altro motivo, fateci un salto e vi assicuro che non ve ne pentirete. Per quanto mi riguarda oggi ho innalzato di parecchie tacche il mio standard qualitativo di riferimento per la valutazione del sushi e ritengo che questo sushi bar valga da solo un viaggio a Stockholm.

Saluti e baci e ricordatevi che la vita e’ bella nonostante Prodi-pecoraio-fascino-rotella-berta -mastelloni-etcetc

p.s. il nome del bar e’ Ki-Mama, e’ situato in observatoriegatan 13 (10 minuti a piedi da T-centralen), sul web lo trovate a http//:www.kimama.se , e se rispondono, visto che sono sempre intenti a cucinare leccornie, il telefono e’ +468333482.

17 luglio 2006

Ode Mondiale


E’ tutto un parlare di “gruppo”, “eroi”, “uomini venuti dalla polvere” e sinceramente a me viene da ridere (o forse solo da sorridere). I nostri valorosi calciatori sono tutti, come minimo milionari, hanno al massimo circa trent’anni, si trombano tutte le veline, invece di lavorare giocano a pallone, e alla fine, sembra pure, che alcuni abbiano trovato il modo di barare: io, per conto mio, li manderei tutti a raccogliere pomidori nei campi!!

In particolare, manderei avanti zio Totti e lestofante De Rossi da romanista deluso delle loro prestazioni calcistiche.

Cio’ premesso, come posso non confessarvi che io,pacato signoredi mezz'eta', ho perso completamente la voce strillando “j’amorottoerculo” in solitaria, in riva al mare, contornato da uno sparuto gruppetto di svedesi che onestamente non riusciva a comprendere perche’ io continuassi a strillare frasi incomprensibili e fare gesti astrusi, rivolto verso l’orizzonte….

Sta ricca fava !!! sto pezzo d’abbacchio allo scottadito !!!

Loro non erano con me e zio uncio in una pizzeria qualunque in quel d’Arezzo, quando nel giugno del 1990 l’argentina ci mandava a casa ai rigori nonostante tutte le droghe di schillaci; loro non erano con nessuno di noi, quando dopo un’anonima finale, il brasile ci frega la stessa, per la prima volta nella storia, ai rigori e nonostante tutti i leoni messi in campo ( per me Donadoni e Baresi su tutti) abbiamo sbagliato il rigore decisivo con Baggio… uno che la poteva mettere sempre dovunque volesse e quella volta, per credo buddista, decise di appoggiarla ferocemente sulla traversa, loro infine non erano con tutti noi quando nel 1998, sempre a giugno mi sembra, a casa mia, con un caldo africano, una Francia non irresistibile, ci manda a casa sempre ai rigori, per uno sbaglio clamoroso del romano Di Biagio.

Chiariamo subito che per conto mio, anche questa finale vinta non pareggia assolutamente i conti con gli strafottenti francesi, siamo ancora noi ad essere ampiamente in credito con la fortuna.

A piacevole complemento della vittoria, e’ giunta l’espulsione dell’eroe (immigrato) nazionale, "ciccio" Zidane, per una ben riuscita provocazione di "fascio" materazzi. Cosa si siano detti non m’interessa e credo sia assolutamente irrilevante. La cosa assolutamente fantastica è che quest’episodio ha completamente frastornato i francesi che invece di ringraziare il fattore c.. per aver partecipato alla finale, gridano al furto. Ricordiamoci e ricordiamogli, ogni volta possibile, che ci sono solo 3 squadre che sanno vincere i mondiali di calcio con una discreta regolarita' e loro non ne fanno parte. Sono dei comprimari che hanno vinto una sola volta, pergiunta giocando in casa, il mondiale e che s’a da vedere quando riusciranno a cucire la seconda stella.

Sara’ che da quando lavoro per i fischi e botti, i Francesi non li posso vedere, mi stanno sulle palle, sono boriosi, non te ne lasciano mai passare una e si fanno sempre e riccamente i cazzi loro a spese di tutti gli altri.

Comunque il calcio e' uno sport fenomenale che fa andare due milioni di persone per strada ad inneggiare mentre il Paese affoga nella cacca, ma il calcio e'anche quel fenomeno dove si tenta di far passare per un quasi santo uno come Materazzi e dove si prova ha fornire uno spessore culturale ad un sincero podista come zidanicchio...

24 settembre 2005

GUZZANTI, ZAPPATERO e BERLUSCABAUSCIA


Premessa
Ieri sera, tra il brusco ed il lusco, dopo aver verificato che Eux avesse ancora la varicella contagiosa, che Nuncio doveva aspettare almeno le 22 per andare a mangiare una pizza ai fiori, che Uncio era gia' andato a verificare lo stato d'avanzamento lavori del rudere, che Carlito non ci avesse miracolosamente telefonato per la prima volta nel 2005 agli sgoccioli, io e la mia signora siamo andati prima a farci una simpatica serie di prosecchini e poi a vedere questo film-blog-documentario-denuncia-novita'-governoladro.

Trama del film
Il film ripercorre con numerose testimonianze, tra cui spiccano quelle di Biagi, Santoro, Petruccioli, Dario Fo e paolino Rossi, la storia del programma RAIOT della Guzzanti, prima voluto e poi censurato da RaiTre. Il film, strutturato stile Moore, ripercorre la vicenda Raiot, alternando scene dell'unica puntata mandata in onda, a interviste piu' o meno estemporanee, per arrivare alla seconda puntata trasmessa live dall'auditorium messo a disposizione dal comune di Roma.


Recensione
Il film mi ha piacevolmente sorpreso per la crudezza delle affermazioni e la semplicita' delle situazioni con le quali, di fatto la Guzzanti mortifica la destra ma non risparmia affatto critiche, udite udite, neppure alla sinistra colpevole, quanto meno, di eccessiva compiacenza nei confronti del berlusca. Contrariamente alle mie semplicistiche aspettative, viva Zapatero non e' un film contro Berlusconi è piuttosto un film che si interroga (senza darsi il voto) sulla definizione di satira, sulla effettiva libertà di informazione nel nostro Paese, ma sopratutto sulla qualita' della nostra classe politica, da destra a sinistra e della loro propensione a rappresentare i propri interessi.
Tra le altre, vi segnalo scene: Esilaranti, quando l'attuale Presidente di garanzia della Rai Petruccioli annaspa alla ricerca di risposte plausibili. Tristi, come la parodia romanesca de ciccio gasparri (il nostro dialetto merita di meglio...). Da Paura, come le frasi sibilline pronunciate da Violante in parlamento riguardo ad accordi non mantenuti improntate allo spartiamoci tutto. Penose, come l'esecuzione di o' sole mio del direttorio sinistrorso da un non meglio identificato palco elettorale. Invidiabile, come la reazione dei giornalisti dell' economist alle citazioni in giudizio da parte del Berlusca.
A mio modo di vedere, la Guzzanti, peraltro sempre bonarda, indugia eccessivamente sul suo caso personale e alla fine ci torna sopra con troppa insistenza, a scapito di un maggior approfondimento delle situazioni piu' interessanti, e ancora tutt'altro che chiare come la liberta' di comunicazione in Italia, gli inciuci tra la destra e la sinistra e la mediocrita' dei nostri politici.

Il film comunque resta un'interessante nonche' rara occasione di stimolo alla discussione, al confronto e perche' no financo (o fineldo?) alla partecipazione alla cosa pubblica. La gente in sala ha calorosamente applaudito la fine del film come se si trattasse della fine di un concerto o di un intervento al congresso del PCI, segno che un qualche messaggio e' passato....
Infine ho trovato inadeguato il titolo del film, in quanto nonostante tutti i classici italici problemi, non vedo cosa dovremmo invidiare ad un premier (Zapatero) che fino ad oggi si e' distinto sulla scena internazionale per un veloce tutti-a-casa-con-la-coda-tra-le-gambe dall'Iraq e l'autorizzazione ai matrimoni gay (non bastavano le convivenze ?).

Conclusione
A parte una dubbia tempistica dell'uscita nelle sale e' un film che vivamente vi consiglio; a tutti, tranne che a Nuncio perche' prima deve assolutamente andare a vedersi la febbre.